Cuneo con il cane: centro storico e Parco Fluviale
Eravamo seduti all’ombra degli imponenti portici, Toby e Nala che riprendevano fiato vicino a noi, quando abbiamo realizzato che quella che stavamo visitando non era una città da cui puoi passare e basta.
Nè uno di quei centri storici che percorri passeggiando con un cono gelato in una mano e il cellulare nell’altra.
Quella era una città piena di storia, che ha resistito nei secoli grazie a scelte strategiche e difensive e che celava segreti letteralmente a ogni angolo.
Cuneo fa questo effetto: ti tiene lì. Ti abbraccia con le sue montagne non ti lascia andare finché non inizi davvero a capirla. Come biasimarla, d’inverno è un luogo che ti mette alla prova e non facile capirne la bellezza.
Tuttavia può sorprenderti, se le concedi il tempo di farlo: montagne, fiumi, parchi, il centro storico…
In questo articolo vogliamo raccontarteli così come li abbiamo vissuti insieme ai nostri cani.

Cuneo: la città militare
Cuneo è stata fondata nel 1198 come città militare e città “libera” per opporsi al controllo dei marchesi del Monferrato e dei Savoia.
La sua via principale era progettata per permettere ai soldati di controllare chi entrava e chi usciva. Non è stata costruita così per una scelta estetica, era pura strategia di difesa.
Infatti, nonostante abbia subito diversi assedi nel corso dei secoli (era posizionata in un luogo strategico per chi voleva controllare il territorio), la sua posizione che la rendeva difficile da conquistare, l’ha sempre difesa.
Quindi Cuneo è una città nata per resistere. E lo ha fatto davvero, tant’è che ogni angolo porta ancora i segni di quella storia.
Via Roma e i portici
Non è solo la via principale della città, è il progetto originale: quando i fondatori scelsero questo sperone di terra tra due fiumi, lo Stura e il Gesso, avevano in mente una cosa sola, il controllo strategico.
Infatti non è solo una strada dritta e lunga (quasi 1 chilometro!), ma è l’asse su cui si sviluppa tutta la città storica, costruita secondo una logica razionale e difensiva tipica delle città medievali di fondazione.
Camminando con Toby e Nala lungo i portici, quella geometria si sente ancora. Non è una sensazione romantica, è qualcosa di più concreto.
Questa città è stata progettata da persone che avevano paura e che hanno trasformato quella paura in architettura. Il risultato, ottocento anni dopo, è uno dei centri storici più
integri del Piemonte.

Un’altra particolarità è quella dei portici.
Percorrono tutta Via Roma, sia da un lato che dall’altro, senza mai interrompersi e non sono in alcun modo decorativi.
Infatti, Cuneo d’inverno è una città con un clima difficile: neve abbondante, freddo prolungato, pioggia per settimane. I portici permettevano alla vita commerciale e quotidiana di continuare anche quando stare all’aperto era impossibile.
Insomma, si è trattato di una scelta pragmatica che oggi rende il centro storico percorribile in qualsiasi stagione, con qualsiasi meteo, anche con il cane al guinzaglio.

Contrada Mondovì: l’anima vera di Cuneo
Le guide solitamente saltano Contrada Mondovì. È meno fotogenica, meno “curata”, meno adatta a certi tipi di contenuto. Ed è esattamente per questo che vale fermarsi.
Era la zona più popolosa della città storica, abitata da artigiani e famiglie comuni. Proprio quella densità umana, quella vita quotidiana fatta di lavoro e non di rappresentanza, oggi ha lasciato un segno diverso rispetto al resto del centro.
I muri qui hanno un’altra patina, le strade un altro silenzio, la vita un altro ritmo…
Se vuoi capire com’era Cuneo prima che diventasse una destinazione turistica, Contrada Mondovì è il posto da cui partire. Non ci sono attrazioni da spuntare su una lista o angoli instagrammabili, ma solo una città che respira ancora con i polmoni di quel tempo.

Il Duomo e la storia che nessuno racconta
Il Duomo di Santa Maria del Bosco sorge nel punto più alto del centro storico. La sua facciata è austera, quasi severa, coerente con il carattere della città. Ma è quello che c’è dentro che vale sapere prima di entrare.
Il nome “del Bosco” non è casuale. Secondo la tradizione locale, in questo punto sorgeva un bosco sacro, e una statua della Madonna fu ritrovata tra gli alberi da un pastore prima della fondazione della città.
La chiesa fu quindi costruita lì sopra, come a sigillare quel legame tra il luogo e la sua origine.
Come molte storie medievali, è difficile distinguere tra leggenda e realtà, ma racconta bene il legame tra la città e le sue origini.
I cani non possono entrare nel Duomo, come nella maggior parte delle chiese, ma il sagrato è ampio, e la vista sulla città da lassù vale già da sola la salita.

Il punto panoramico: dove si legge tutta la storia di Cuneo
Cuneo sorge su uno sperone naturale tra il fiume Stura e il fiume Gesso, un fiume sulla destra, uno sulla sinistra, con il
cuneo della città a dividerli.
Questa posizione geografica la rendeva difesa su tre lati, quasi impossibile da attaccare senza attraversare l’acqua. Non era una coincidenza: era il motivo per cui i fondatori scelsero esattamente quel punto.
Il belvedere sul Parco Fluviale è il posto da cui si legge meglio questa conformazione: i due fiumi che scorrono ai lati della città e si incontrano poco più a valle.
Cuneo con il cane al Parco Fluviale Stura e Gesso
Il Parco Fluviale Gesso e Stura è uno dei sistemi fluviali protetti più estesi del Piemonte e collega diversi comuni, mantenendo un equilibrio tra fruizione e tutela ambientale.
Per Toby e Nala è stato uno dei momenti più belli del viaggio: anche se con obbligo di guinzaglio, è un luogo tranquillo immerso nel verde in cui hanno potuto annusare tutto.
Per visitarlo, noi siamo partiti dalla struttura di Giovanna e percorrendo circa 3 km a piedi, abbiamo raggiunto il ristorante dove avevamo prenotato per pranzo.
Grazie alla sua guida non è stata solo una passeggiata, ma un modo per rientrare in contatto con il ritmo lento delle cose, senza schemi e senza fretta. Uno di quei percorsi che non dimentichi facilmente.
Cosa devi sapere assolutamente prima di andare al Parco Fluviale con il cane:
- I cani devono rimanere al guinzaglio per tutta la visita. È una riserva naturale con presenza di altri animali e per la sicurezza di tutti è necessario che i cani siano sempre sotto controllo.
- È sconsigliato girare nel parco dopo il tramonto. Nella zona sono stati avvistati più volte dei lupi.

Dove dormire a Cuneo con il cane: Bed & Breakfast Casello Km 5
Il posto dove abbiamo soggiornato si chiama Bed & Breakfast Casello Km 5, un ex casello ferroviario gestito da Giovanna, uno spirito libero che ha trovato nella pace del parco e delle montagne il luogo ideale dove vivere al ritmo dei suoi animali.
Il Casello infatti non è una struttura ricettiva come le altre.
Giovanna ha costruito qualcosa di preciso attorno a questo posto. La struttura ospita animali salvati da situazioni estreme (a rischio macello, abbandonati o rifiutati per le loro condizioni fisiche) e attualmente qui si trovano circa 25 tra cani, gatti, asini e pecore.
È genuinamente dog friendly, nel senso più concreto del termine: gli spazi sono totalmente in sicurezza, recintati e predisposti per loro. Niente limiti di taglia, peso o razza. Perché sì, dog friendly non basta scriverlo sul sito, è una questione di mentalità.
Nessun limite sul numero di cani che puoi portare. Il costo per chi arriva con il cane è una quota una tantum, non un supplemento notturno che cresce ogni sera. La colazione è ricca, fatta con cura, con prodotti locali che senti nel sapore.
Infine, potrai iniziare la giornata con una colazione intima, gustosa e completa (anche gluten e lactose free). Il tutto vista montagne!
Da qui partono diversi percorsi ciclo-pedonabili immersi nel verde della riserva naturale del Parco Fluviale Stura e Gesso e si trova a soli 5 minuti di macchina dal centro di Cuneo.
Se invece vuoi spingerti più lontano, ti consigliamo di visitare Mondovì, la città del tempo.
Il Casello km 5 non è un posto in cui capiti per caso, è un posto che si sceglie. Con i suoi ritmi, le sue regole e un’aura di intimità e solennità che ti entrano dentro.
Se cerchi dove dormire a Cuneo con il cane senza brutte sorprese al check-in, questa è la risposta più onesta che possiamo darti.

Dove abbiamo mangiato a Cuneo con i cani
Abbiamo soggiornato a Cuneo solo per una notte, ma siamo comunque riusciti ad apprezzare ogni pasto.
La sera, dopo una lunga giornata di viaggio e alla scoperta del centro storico, abbiamo cenato all’Open Baladin, situato proprio nel centro storico. Birra artigianale, cucina semplice e buona, personale che non
ti guarda storto perché sei entrato con due cani.
Insomma, il tipo di posto in cui finisci per mangiare più del previsto perchè anche con solo una portata sei più che sazio e soddisfatto!
Per il pranzo post camminata nel Parco Fluviale, siamo stati ospiti del Famù, famoso per il suo yogurt e i suoi formaggi, ma anche per la potenza con cui crede nel territorio.
Abbiamo mangiato all’aperto, nel verde del Parco della Resistenza e alla fine abbiamo anche assaggiato il loro gelato artigianale!

Ogni posto che abbiamo visitato raccontava la stessa storia: Via Roma nata per difendere, i portici costruiti per resistere al clima, il punto panoramico da cui si legge la strategia di fondazione, il parco fluviale che resta abbastanza selvatico da ospitare i lupi.
Una città che non ha mai smesso di essere quello che era, ovvero un luogo costruito per durare.
E poi c’è Giovanna, che a modo suo sta facendo la stessa cosa: costruire qualcosa che duri, un animale alla volta.
Un ringraziamento speciale va al Conitours, il Consorzio degli operatori Turistici della provincia di Cuneo, che ci ha accompagnato nella scoperta della città e del territorio: senza di loro alcune di queste storie e di questi luoghi non li avremmo scoperti.
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A presto,
Lele, Sara, Toby e Nala

